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EA Connection di Giugno 2018 tradotto in italiano

Posted by admin on 19 giugno 2018
Posted in Eventi 

Cari lettori e lettrici emotivi e non,

è con piacere che pubblichiamo in italiano ciò che gli amici emotivi americani ci inviano con regolarità ogni mese e che potete trovare in versione originale sulla destra della pagina del sito.

Ringrazio l’emotiva che mettendo a disposizione la sua conoscenza dell’inglese permette a tutti noi che non lo “mastichiamo” di avere un documento disponibile mensilmente in italiano.

In questo numero si parla sopratutto del 6° Passo della buona volontà.

Buona lettura

ea-connection-06-giugno-in-italiano-2018

 

Salve cari lettori e lettrici,

è con piacere grazie agli appunti presi da un partecipante che possiamo farvi partecipi di quanto è stato detto durante il 3° Compleanno del gruppo degli Emotivi Anonimi di Sesto Calende nell’incontro aperto al pubblico:

IO ………POSSO
“Problemi di autostima e Gruppi dei Dodici Passi. Un cammino verso la serenità”
Conferenza tenuta dal Prof. Dr. Vincenzo Marino

(Specialista in Psicologia Medica – Psichiatria)
sabato 26 maggio 2018 ore 16:00
presso il Municipio di Sesto Calende (VA), piazza Cesare da Sesto 1, sala Varalli
su invito del Gruppo EA di Sesto Calende
nel III anniversario dell’apertura
Il Dr Marino si presenta quale medico psicoterapeuta, specialista in psicologia indirizzo medico – psichiatria. E’stato primario e Direttore del Dipartimento delle Dipendenze dell’ASL di Varese e si è occupato di prevenzione , cura e riabilitazione delle dipendenze dal 1984 al 2015 . Egli, nella sua attività professionale , coerentemente con quanto consigliato dalla letteratura scientifica internazionale, ha sempre consigliato ai propri assistiti , ove possibile, la partecipazione ai  gruppi dei Dodici Passi , che oltre ad essere del tutto gratuiti, offrono un valido aiuto a chi manifesti e sviluppi problemi di autostima , di gestione del vissuto emozionale o forme di dipendenza .

La relazione ruota in sostanza intorno a quattro interrogativi fondamentali:

  1. cos’è l’autostima?
  2. come nasce e si costituisce una buona autostima, e perché alcuni ne hanno una tanto bassa?
  3. come è possibile migliorarla quando è bassa?
  4. perché i Gruppi dei Dodici Passi possono offrire un valido aiuto in tal senso?

1)    Cosè lautostima ?  L’autostima è un giudizio di valore su sè stessi. Essa dipende non dalle reali capacità possedute, bensì dal rapporto tra il Sé percepito e il Sé ideale, quale ogni persona viene delineando nel corso dell’esistenza. L’auto-costruzione di un Sé ideale può comportare sia dei vantaggi, sia degli svantaggi a seconda di alcune caratteristiche. In effetti, avere un Sé ideale, avere delle aspirazioni,  è uno stimolo positivo, ma quando si crede di possedere capacità individuali troppo più modeste di quelle desiderate, si inizia di conseguenza a coltivare delle emozioni assolutamente negative, come senso di inadeguatezza, vergogna, ansia, depressione. Nel medio-lungo termine, inoltre, la bassa autostima può favorire anche l’insorgenza di vere e proprie malattie organiche.
Chi mantiene una bassa autostima si convince che mai potrà essere o diventare la persona che vorrebbe. Finisce così per smettere di lottare per migliorarsi; fugge ogni tipo di prova in cui misurare il proprio valore, o la vive con un eccesso di ansia, che compromette la sua prestazione, e non riesce a cambiare idea neppure dopo dei successi. Vive un’autentica demotivazione, un vero disimpegno; si sente vulnerabile, meno autonomo; nutre ogni genere di amarezza per gli insuccessi incontrati; evita sempre più il contatto con gli altri, sviluppando una tendenza all’isolamento e un basso successo sociale, una continua paura di fallire e una spinta nevrotica, sempre insoddisfatta, alla perfezione, che può annullare la sua creatività e la sua capacità e voglia di sperimentare.
Chi invece riesce a maturare e mantenere un’alta autostima si sente e appare sicuro di sé; pensa il più delle volte di avere buone possibilità di successo e vive le prove difficili e impegnative come occasioni stimolanti. William James dice infatti che l’autostima è la capacità di sopportare senza eccessive preoccupazioni eventuali critiche negative.
Un eccesso di autostima, però, porta a sviluppare presunzione, ostinatezza, incapacità di imparare dagli errori commessi per migliorarsi.

 

2)    Come si sviluppa l’autostima?   Lungo tutta una vita, dai primi attimi, e sarà buona se:
- il soggetto si sentirà amato e apprezzato dai genitori ed in seguito dagli altri;
- le aspettative altrui non saranno eccessive rispetto alle sue capacità del momento.
Fondamentale, all’inizio della vita, è il ruolo esercitato dalla madre. Come mammiferi, gli uomini hanno sviluppato un cervello che consuma molto ossigeno: tanto che, attraverso la placenta, non potrebbe ottenerne quanto necessario, qualora detto organo fosse già interamente formato. Pertanto, alla nascita, il cervello si presenta ancora incompleto, immaturo. Ne consegue che il neonato mammifero, da solo, non è in grado né di procurarsi il cibo, né di proteggersi dai predatori. Provvidenziale, in tal senso, è perciò l’istinto di attaccamento alla madre: questa è la radice biologica della dipendenza affettiva del figlio verso di lei. Ritornano in mente i versi di Dante: Non è fantin che sì subito rua / col volto verso il latte, se si svegli / molto tardato dall’usanza sua (Paradiso, XXX, 82-82).
Nella letteratura, nella filosofia e nella teologia di tutto il mondo, nei secoli passati, compaiono ripetuti e chiari riferimenti a tale circostanza: nel Simposio di Platone, ad esempio, si accenna all’androgino, primo e mitico stadio della storia umana, essere maschile e femminile insieme, completo in se stesso e felice; nella Bibbia compare l’iniziale beatitudine dell’umanità nel giardino dell’Eden, il paradiso terrestre; ancora, Freud parla di una vera età dell’oro intrauterina … La nostalgia dell’abbraccio materno, più o meno sublimata, persiste lungo l’intera esistenza umana. Il feto è felice in una condizione mai più raggiungibile in seguito, e purtroppo inconsapevole, di temperatura costante; nutrimento già tutto assimilabile, poiché pre-digerito; pace e protezione garantiti senza alcun suo merito o sforzo, proprio nell’abbraccio totale all’interno di un altro corpo caldo. Tramite l’esperienza traumatizzante del parto, con lo sforzo tremendo per riuscire ad aprire i polmoni al primo respiro all’aria aperta, verranno poi le scoperte della fatica, delle paure, della sofferenza, della morte …
Una buona autostima si sviluppa dunque fin dai primi mesi di vita, grazie ad un felice rapporto con la madre – e la madre in gamba è responsiva, cioè ha una intuizione tutta sua nel comprendere all’istante le vere necessità del figlio –. Rassicurato dall’affetto sereno e immancabile della mamma, il ritorno al quale è sempre concesso, il bimbo sano può dunque muovere i primi passi, con il tempo man mano più sicuri, verso il grande mondo.
Se però l’ambiente familiare è instabile, attraversato dall’ansia e dall’ambiguità, il bambino non può contare sulla certezza che vi sia qualcuno in grado di occuparsi di lui con continuità e competenza e, col tempo, finirà per sviluppare un temperamento ansioso.
Verrebbe quindi da domandarsi perché le persone insicure non siano attratte da quelle sicure: sarebbe il loro bene, potremmo pensare. In realtà, la persona insicura, come tale, tende a cercare una rassicurazione nel ripetere esperienze già vissute, anche mortificanti ma al riparo da sorprese.
Altro periodo critico della vita umana è l’adolescenza, con la maturazione sessuale e la sensazione di nuove e prima insospettate energie, spinte competitive e pulsioni indotte dalla secrezione del testosterone nel sangue. Nell’infanzia le figure di riferimento centrali erano i genitori; ora compaiono sulla scena altre persone, incontrate a scuola, al lavoro, nella coltivazione degli affetti. Il giovane vincente, dall’autostima alta e a volte esagerata, può così arrivare a sviluppare sentimenti di superiorità e disprezzo del prossimo, fino al bullismo – quando questo non è però il travestimento di una dissimulata fragilità interiore –; quello perdente, con la sua autostima mestamente bassa, coltiva vergogna, tristezza, ansia e incapacità, fino a subire stress interiori elevatissimi, ai quali può cercare rimedio spingendo l’organismo a secernere dopamina attraverso l’assunzione di alcol, droghe o comportamenti come il gioco d’azzardo . I genitori, pure allo scopo di evitare ulteriori traumi ai figli, coinvolti nell’avventura forse anche esaltante, ma sempre impegnativa e rischiosa dell’adolescenza, devono sapere quando e come farsi da parte. C’è tutta la saggezza popolare nel proverbio del Québec: Ai figli occorre dare delle radici e (poi) delle ali, proprio per impedire che essi rifiutino di uscire di casa, quando per loro sia ormai giunto il momento di restare sulle proprie gambe.

 

3)    Come è possibile migliorare lautostima quando è bassa?   Abbiamo detto che l’autostima non dipende dalle proprie capacità, ma dal rapporto fra Sé percepito e Sé ideale: più il rapporto è sfavorevole, cioè più il Sé ideale appare smisuratamente maggiore di quello percepito, più l’autostima è bassa. Per migliorare tale rapporto, cioè per ridurre la distanza fra l’esperienza di sé e le aspirazioni coltivate, è fondamentale riuscire a sviluppare un rapporto più amorevole e premuroso verso se stessi; perdonarsi i difetti che si hanno; ridimensionare l’importanza delle aspettative nutrite nell’interiorità, evitando le valutazioni troppo severe sulle proprie reali condizioni. Solo l’accettazione amorevole di se stessi potrà trasformare la voce interiore, proveniente dal Sé ideale, da critica e negativa a incoraggiante e positiva. Occorre cambiare i criteri di distribuzione nell’impiego del tempo, per fare più cose che diano soddisfazione e piacere, o anche per offrire aiuto al prossimo, accordandosi la gratificazione spirituale di avere fatto del bene a qualcuno, o almeno averci provato.

 

4)    Perchè i Gruppi dei Dodici Passi possono offrire un valido aiuto in tal senso?              Ecco dunque come e perché i Gruppi dei Dodici Passi possono essere di aiuto.
Essi non rivelano la propria utilità soltanto a chi abbia scelto di liberarsi dalle dipendenze, ma costituiscono un vero percorso spirituale, che permette il superamento delle paure e l’apertura al prossimo.
Il Primo Passo comporta l’ammissione dell’impotenza personale e della perdita del controllo sulla propria vita. In proposito occorre ricordare che il nostro encefalo è composto di tre cervelli diversi:
* il primo è il cervello rettiliano, ereditato cioè dalle prime fasi dell’evoluzione della vita terrestre, con la comparsa dei grandi rettili, i dinosauri. Esso espleta le funzioni relative al controllo delle funzioni vitali dell’organismo – è il pilota automatico – e sovrintende alle azioni volontarie più basilari, quelle primitive: la lotta, la fuga, l’attrazione sessuale;
* il secondo è il cervello emotivo o limbico, così chiamato per una delle parti individuate nello stesso encefalo e descritte dall’anatomia;
* il terzo è il cervello neo-corticale, che sovrintende alle forme più evolute dello sviluppo della specie umana: il pensiero, il ragionamento, le opinioni, la coscienza.
Una volta soddisfatto un bisogno immediato di cibo, tranquillità e sicurezza, o superato un momento di difficoltà, il cervello limbico è stimolato a sviluppare emozioni positive, di piacere; al sopraggiungere di un pericolo, esso diffonde invece la paura e dispone il cervello rettiliano alla reazione primitiva della fuga o, in alternativa, a quella della lotta. Il tutto per evidenziare che l’uomo non è soltanto coscienza, né può pretendere di esercitare il pieno controllo su ogni parte di sé o su tutti gli ambiti dell’esistenza che sta conducendo. La scelta migliore che egli possa fare è pertanto l’accettazione della propria realtà, nella completezza degli aspetti, graditi o meno, di cui essa si compone. Occorre smettere di lottare contro se stessi e reprimersi da soli, altrimenti si rischiano conseguenze analoghe a quelle di una pentola a pressione con le valvole che non funzionano più.
In tal senso i Dodici Passi aiutano l’uomo a trasformare quella che può apparire come una sconfitta in una fonte di serenità e forza. Lo stesso vale per i Gruppi Familiari dei Dodici Passi, poiché i familiari di un soggetto affetto da dipendenza, quando sono a loro volta coinvolti dalla malattia, si trovano a combattere senza posa per realizzare la pretesa di cambiare il congiunto, liberandolo dalle dipendenze e inducendolo a comportamenti più accettabili per sè stesso e per la società. Essi, finiscono quindi per vivere continue delusioni fonte di grande sofferenza ed hanno bisogno di realizzare e accettare la propria impotenza nel controllare i propri familiari se vogliono “guarire” la propria sofferenza.                                                                                     Il Secondo Passo vede la comparsa della forza superiore, che è ben maggiore dell’energia che la volontà individuale potrebbe mai esprimere. Per un agnostico essa è identificabile anche in un atteggiamento amorevole verso sé stesso e il mondo, realizzato attraverso il progressivo superamento di ansie, vergogne, risentimenti e paure; qualcosa che può dunque trovarsi pure all’interno della personalità di ciascuno. Vi accenna il mito orientale per il quale, dentro ognuno di noi, vi sono due lupi, in perenne lotta tra loro: quello del bene e quello del male. Vincerà la lotta il lupo che noi avremo nutrito di più.
Il Terzo Passo riguarda la decisione fondamentale di sottomettere la volontà e affidare la vita alla forza superiore, poiché questa è l’unica determinazione in grado di garantire la serenità.
Il Quarto Passo è quello dell’inventario morale di se stessi, da compiere senza paura, in modo da individuare gli ostacoli che impediscono il raggiungimento della serenità, una volta riconosciuti gli alibi costruiti dall’egoismo e dall’egocentrismo per camuffarli. Esso è dunque lo sforzo di individuare correttamente i risentimenti, le paure e i difetti di carattere da cui disintossicarsi, abbandonando così pure il vittimismo.
Il Quinto Passo consiste nell’ammissione della natura esatta dei propri torti davanti alla forza superiore, a se stessi e al prossimo. Quest’ultimo può essere rappresentato da una persona, che ciascuno è invitato a scegliersi sulla base della fiducia che essa ispira. Tale scelta appare con ogni evidenza più facile, quando si indirizza verso un membro del gruppo di EA , grazie all’anonimato e al fatto che può meglio comprendere , per esperienza personale, il senso e il valore di quanto gli viene detto. L’anonimato è inoltre un’ottima lezione di umiltà e un aiuto , con il tempo e attraverso l’esercizio, a superare il solito egocentrismo soffocante.
Il Sesto ed il Settimo Passo sono due momenti interconnessi di attuazione della decisione di affidarsi.    L’ottavo e nono passo  invitano a fare ammenda con le persone cui si è fatto del male , cioè a cominciare a “fare”  e rimuovere nel concreto dal nostro comportamento i difetti di carattere . Il decimo e undicesimo passo ricordano che l’inventario personale, il contatto con la Forza Superiore e l’ammenda verso gli altri non sono acquisite una volta per tutte ma vanno costantemente coltivate e approfondite . Il dodicesimo passo invita infine a  trasmettere il messaggio acquisito ad altri e mettere in pratica questi principi in tutti i campi della propria vita.

I princìpi espressi dai dodici passi si acquisiscono in maniera consolidata anche attraverso l’aiuto offerto alle altre persone in difficoltà. Anche il Dalai Lama afferma che ognuno di noi è legato a tutti gli altri ed è impensabile conseguire la felicità soltanto per sé stessi. Chi si preoccupa soltanto di sé stesso è destinato alla sofferenza : soltanto tramite la condivisione e la com-passione si può imparare ad amare se stessi e gli altri nell’unico modo giusto e autentico e raggiungere così la serenità.

Risposte alle domande di alcuni intervenuti

I ragazzi vittime del bullismo hanno innanzitutton bisogno di capire che non è loro la colpa di ciò che subiscono. Per un aiuto terapeutico efficace è importante non soltanto la scelta del tipo di orientamento terapeutico ma anche la sensibilità e la capacità del tarapeuta di stabilire un’empatia con l’adolescente interessato, a dispetto del silenzio e degli atteggiamenti di superficie che quest’ultimo, bullo o vittima che sia, assume come una maschera a propria difesa.
Se una dipendenza insorge nell’età adulta, ciò avviene spesso perché gli equilibri non sono stabiliti una volta per sempre e gli eventi stressanti della vita possono superare la capacità di resilienza della paersona. Non si dimentichi poi che le crisi potrebbero insorgere a causa di un effetto somma: un clima di tensione incessante e di aggressioni frequenti ed astiose, nella famiglia o nell’ambiente di lavoro, può danneggiare una personalità, e l’organismo che la ospita, in misura ben maggiore di un singolo evento pure molto traumatico, ma sporadico, accidentale, non connesso alla realtà abituale dell’individuo, nelle sue dinamiche e nei suoi sviluppi.

Molti farmaci per la cura dei disturbi psichiatrici sono stati scoperti per caso, mentre erano utilizzati per la cura di altre patologie mediche, ed ancora non si conosce con sufficiente chiarezza la patogenesi di molti malesseri psichici. La individuazione della terapia farmacologica appropriata non è quindi sempre immediata . Occorre inoltre tenere conto  della specifica sensibilità del paziente e del suo modo di vedere il mondo.
Ognuno di noi è composto di un corpo e di una mente, due elementi che forse non sono neppure tanto distinti e separati. Siamo fatti di informazioni ereditate con la genetica e di un vissuto personale. I cambiamenti si attuano con maggiore facilità fino all’adolescenza, cioè finché le persone sono più plastiche; in seguito essi divengono più difficili a realizzarsi e soprattutto a giungere a pieno compimento: un po’ come ci suggerisce il confronto tra la piantina verde, che sta crescendo storta e che basta correggere con una bacchetta, e la pianta vecchia e legnosa, ormai irrimediabilmente contorta. La capacità di guarire dipende anche dal “sistema immunitario psichico” della persona, che si può stimolare con una terapia complessiva che tiene conto anche del vissuto psicologico soggettivo e, perchè no, degli aspetti spirituali e che sia finalizzata al raggiungimento e al mantenimento della massima serenità possibile per il paziente. Il terapeuta dovrebbe essere visto come un giardiniere, piuttosto che come un meccanico che ripara o sostituisce un carburatore guasto. I farmaci possono lenire la sofferenza o talvolta sopprimerla del tutto, quanto meno per qualche tempo; possono attenuare le emozioni, o ridurne l’impatto sulla personalità, ma da soli non sono generalmente in grado di risolvere un problema di autostima o assicurare la serenità esistenziale della persona .

 

 

Festa compleanno gruppo Emotivi Anonimi di Sesto Calende

Posted by admin on 16 maggio 2018
Posted in Eventi 

Con piacere Vi comunico cari lettori e lettrici che il gruppo di Emotivi Anonimi di Sesto Calende festeggerà il suo 3° compleanno sabato 26 maggio 2018.

nella foto trovate il programma completo che riassiumiamo qui di seguito:

alle ore 16:00 Incontro aperto al pubblico dal tema:

“Problemi di autostima e gruppi dei 12 Passi: un cammino verso la serenità”

tenuto dal prof. Vincenzo Marino, medico psicoterapeuta, specialista in psicologia medica, psichiatra

presso

la Sala Varalli in Municipio, Piazza Cesare da Sesto, 1

alle ore 19:00 incontro con gli Emotivi Anonimi sul tema:

“Se io lo voglio funzionerà”

Entrata libera.

Faccio ancora tutti i miei migliori auguri al gruppo e a tutti i partecipanti alla festa!

Ricordo che il gruppo Emotivi Anonimi di Sesto Calende si riunisce tutti i lunedì alle ore 20:30

c/o “La casa del Cuore” – in piazza Berera, 15 a Sesto Calende (VA)

per informazioni tel. 333 166 0285    e-mail: easestocalende@emotivianonimi.it

 

 

 

 

EA Connection di Maggio 2018 tradotto in italiano

Posted by admin on 16 maggio 2018
Posted in Eventi 

Cari lettori e lettrici emotivi e non,

è con piacere che pubblichiamo in italiano ciò che gli amici emotivi americani ci inviano con regolarità ogni mese e che potete trovare in versione originale sulla destra della pagina del sito.

Ringrazio l’emotiva che mettendo a disposizione la sua conoscenza dell’inglese permette a tutti noi che non lo “mastichiamo” di avere un documento disponibile mensilmente in italiano.

Buona lettura

ea-connection-in-italiano-maggio-2018

 

Ciao,

è con piacere che segnalo che a Maggio 2018 ci saranno due feste di compleanno dei gruppi Emotivi Anonimi di Novara e di Sesto Calende.

Le date sono le seguenti:

il gruppo di Novara degli Emotivi Anonimi festeggerà sabato 12 maggio 2018

alle ore 17:30 con l’incontro di gruppo aperto dal tema:

il motto EA: “Conosci te stesso con onestà”

alle ore 19:30 cena in compagnia (è necessario prenotare entro il 5 maggio 2018)

Chiamare il 348 15 68 550 oppure il 333 16 60 285

i riferimenti del gruppo sono i seguenti

Gruppo Novara Via Lualdi,17 28100 NOVARA

Riunione il 1° e 3° Mercoledì del mese dalle ore 2030 alle ore 2200

Vincenzo  348 156 85 50     email: eanovara@emotivianonimi.it

 

il gruppo di Sesto Calende degli Emotivi Anonimi festeggerà sabato 26 maggio 2018,

presso la Sala Varalli – Municipio in piazza Cesare da Sesto, 1

alle ore 16:00 incontro aperto al pubblico tenuto dal Prof. Vincenzo Marino dal tema:

“Problemi di Autostima e gruppi dei 12 Passi: un cammino verso la serenità.”

alle ore 19:00 incontro degli Emotivi Anonimi aperto sul tema:

“Se io lo voglio funzionerà.”

i riferimenti del gruppo sono i seguenti

Gruppo Sesto Calende c/o “La casa del Cuore” – in piazza Berera, 15  – Sesto Calende (VA)

Riunione Lunedì ore 20:30      Giuseppe 333 166 0285   email: easestocalende@emotivianonimi.it

 

 

Emotivi Anonimi raddoppia le riunioni a Modena

Posted by admin on 17 aprile 2018
Posted in Eventi 

E’ con piacere che vi comunico che a Modena si raddoppiano le date delle riunioni di gruppo degli Emotivi Anonimi.
Dal mese di Aprile e fino a Luglio compreso ci si ritroverà due volte al mese, sempre il secondo e quarto venerdi del mese alle ore 20:30 presso il CSV in viale Cittadella, 30.
Per contatti Telefonare a Vincenzo 346 066 07 13
Grazie a tutti i servitori. Invitiamo chi si sente solo ed è in difficoltà con le proprie emozioni a venire al gruppo per iniziare un percorso di recupero e crescita spirituale!

Quindi la prima riunione disponibile a Modena è Venerdi 27 aprile 2018 alle ore 20:30

Le date di Maggio saranno: Venerdì 11 e Venerdi 25;

Le date di Giugno saranno: Venerdi 8 e Venerdì 22;

Le date di Luglio saranno; Venerdì 13 e Venerdì 27;

Seguiranno aggiornamenti per i mesi successivi.    Grazie

 

EA Connection di Aprile tradotto in italiano

Posted by admin on 12 aprile 2018
Posted in Eventi 

Cari lettori e lettrici emotivi e non,

è con piacere che pubblichiamo in italiano ciò che gli amici emotivi americani ci inviano con regolarità ogni mese e che potete trovare in versione originale sulla destra della pagina del sito.

Ringrazio l’emotiva che mettendo a disposizione la sua conoscenza dell’inglese permette a tutti noi che non lo “mastichiamo” di avere un documento disponibile mensilmente in italiano.

Buona lettura

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Emotivi Anonimi apre a Brescia

Posted by admin on 22 marzo 2018
Posted in Eventi 

E’ con piacere che informo tutti voi che nel mese di Aprile aprirà a Brescia un nuovo gruppo di Emotivi Anonimi.

Si riunirà per cominciare solo il secondo martedi del mese alle ore 20,30 a partire da martedì 10 aprile 2018

Vi aspettiamo presso la casa delle associazioni in via Cimabue, 16 (quartiere San Polo nuovo).

Per maggiori informazioni contattare 333 166 02 85

 

EA Connection di Marzo tradotto in italiano

Posted by admin on 12 marzo 2018
Posted in Eventi 

Cari lettori e lettrici emotivi e non,

è con piacere che pubblichiamo in italiano ciò che gli amici emotivi americani ci inviano con regolarità ogni mese e che potete trovare in versione originale sulla destra della pagina del sito.

Ringrazio l’emotiva che mettendo a disposizione la sua conoscenza dell’inglese permette a tutti noi che non lo “mastichiamo” di avere un documento disponibile mensilmente in italiano.

Buona lettura

ea-connection-marzo-2018-in-italiano

 

Ea Message di Febbraio in italiano

Posted by admin on 21 febbraio 2018
Posted in Eventi 

Cari lettori e lettrici emotivi e non,

è con piacere che pubblichiamo in italiano ciò che gli amici emotivi americani ci inviano con regolarità ogni mese e che potete trovare in versione originale sulla destra della pagina.

Ringrazio l’emotiva che mettendo a disposizione la sua conoscenza dell’inglese permette a tutti noi che non lo “mastichiamo” di avere un documento disponibile mensilmente in italiano.

Buona lettura

ea-message-febbraio-2018 in italiano